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Arma dei Trasporti e Materiali

Da parecchio tempo non vedeva una pioggia così. Il cielo grigio come la cenere scaricava litri e litri di acqua come se volesse sommergere la campagna sottostante. Il soldato sbuffò continuando a guidare curvo, la testa protesa in avanti. Il tergicristallo lavorava senza sosta, producendo sinistri cigolii, nel tentativo di allontanare le scariche di acqua che si riversavano sul parabrezza. Il rumore assordante faceva sembrare di essere sotto il fuoco di una mitragliatrice. L’autocarro procedeva solitario lungo la strada sterrata, trasformatasi in un fiume di fango. La velocità era di poco superiore a quella della marcia di un uomo. Raffiche di vento scuotevano il telone che chiudeva il vano di carico, contribuendo ad accrescere la tensione tra i soldati che si trovavano seduti all’interno. Le ruote anteriori affondarono in una pozza d’acqua che si era formata proprio al centro della carreggiata. Il mezzo sobbalzò sbatacchiando il plotone di militari seduti nel retro. Un sergente imprecò in dialetto strappando un tirato sorriso ai commilitoni. L’autiere strinse le mani intorno al volante e schiacciò il pedale dell’acceleratore facendo ruggire il motore diesel. L’autocarro superò l’ostacolo e proseguì la sua battaglia contro le forze della natura. Poco dopo, l’autiere scorse delle sagome confuse oltre il vetro. Metro dopo metro constatò con sollievo di avere raggiunto la meta. Il campo base era a qualche decina di metri da lui. Ancora una volta aveva portato tutti a destinazione. Ora, poteva concedersi un po’ di riposo.

Polizia Penitenziaria

Pubblicato sulla rivista Combat Arms Magazine numero 1 del 2018 La pioggia picchiettava sulla lamiera del furgone e scivolava verso il basso lasciando delle piccole scie d’acqua. Un suono monotono e costante che si insinuava nelle orecchie degli occupanti. Di tanto in tanto, le ruote transitavano su un dosso o su una buca nell’asfalto, facendo sobbalzare il mezzo. L’uomo sollevò lo sguardo dal pavimento metallico. Nell’ultimo quarto d’ora aveva fissato un pulviscolo di polvere, quasi come se da quello dipendesse la sua vita. I suoi occhi incrociarono quelli di uno degli agenti che lo scortavano. Uno sguardo fiero ma anche affaticato, come testimoniavano le profonde occhiaie. L’uomo si chiese il perché. Accusava i sintomi di una malattia? Magari aveva problemi in famiglia? Oppure si trattava proprio di stanchezza? Passarono altri cinque minuti di curve e sobbalzi prima che il furgone si fermasse. Sentì l’autista parlare con qualcuno e poi il rumore di scorrimento metallico. Un cancello, forse. Il furgone riprese la marcia andando a velocità ridotta. Un minuto dopo si fermò del tutto.

9° Stormo “Francesco Baracca”

Pubblicato sulla rivista Combat Arms Magazine numero 4 del 2017 9° STORMO “FRANCESCO BARACCA” DI ALESSANDRO CIRILLO Aveva freddo, come forse mai aveva provato in vita sua. Intorno a lui si stendeva un bosco di conifere imbiancato da una generosa mano di neve compatta. Il sole non si era fatto vedere per tutto il tempo, restando nascosto dietro a una coltre di nuvole grigie. In ogni caso, tra poco avrebbe fatto buio. Il pilota si fermò per un momento per consultare il suo GPS. Le coordinate per il recupero erano quelle giuste. Arrancò affondando gli scarponi nella neve che arrivava fino a sotto il ginocchio. In lontananza si scorgeva con chiarezza una nuvola di fumo, in prossimità di dove il suo aereo si era schiantato. Era stato davvero fortunato ad uscirne tutto intero. Tuttavia, la sua fortuna poteva finire da un momento all’altro. Di sicuro c’era qualche pattuglia nemica impegnata a cercarlo e desiderosa di mettergli le mani addosso. L’unica speranza era che venissero in fretta a recuperarlo.

Acque agitate

Acque agitate Fino a qualche anno fa non avrei mai creduto di poter scrivere libri. Ora che ne ho sei all’attivo (tra cui uno scritto con Giancarlo Ibba) penso di potermi ormai definire uno scrittore. Se posso fregiarmi di questo titolo lo devo soprattutto alla casa editrice EEE, con la quale ho pubblicato tutti i miei libri. La Edizioni Esordienti E-Book nasce nel 2011 su iniziativa della signora Piera Rossotti. La sua biografia è corposa e interessante. Mi limito a dire che è una professoressa in pensione che ha all’attivo diverse pubblicazioni, alcune scritte con uno pseudonimo altre come ghost writer (ovvero chi scrive qualcosa che viene pubblicato con la firma di un’altra persona). La EEE fin dal suo esordio decide di dare spazio agli autori esordienti, o non ancora famosi, come li definisce la Rossotti, credendo nel talento nascosto di molti bravi scrittori italiani. Per competere nel vasto e spietato mondo dell’editoria, la casa editrice punta da subito sul formato digitale (anche se in catalogo non mancano i classici libri cartacei). Da pochi libri in catalogo si arriva ad averne decine, alcuni dei quali hanno così successo da essere adocchiati da case editrici più grandi. La EEE cresce ogni anno sempre di più. Nel mio piccolo sono felice di aver contribuito a questa crescita. Per ringraziare i miei lettori storici e per allettare i potenziali nuovi lettori, la EEE ha messo a disposizione l’intero testo di un mio racconto inserito nell’antologia “Bugie e Verità.” Qua sotto avrete la possibilità di scaricare […]

Aviazione Navale

Pubblicato sulla rivista Combat Arms Magazine numero 3 del 2017 Dal ponte di volo della portaerei Cavour si poteva godere il meraviglioso spettacolo che offriva l’immensa distesa azzurra del mare. L’aria carica di salsedine si insinuava nelle narici di tutti gli uomini e le donne presenti. In lontananza si scorgevano le navi di scorta che procedevano tranquille a protezione della portaerei. All’improvviso, un puntino comparve nel cielo sgombro da nuvole. Si fece sempre più grande fino ad assumere i contorni di un aereo. Il caccia rallentò fino a fermarsi ad una decina di metri sopra la nave. Poco dopo, iniziò una lenta discesa che si concluse soltanto quando il carrello toccò il ponte di volo con la delicatezza di un’ape che si posa su un fiore. Appontaggio perfetto. Il comandante della nave approvò la manovra con un leggero cenno del capo. Anche se aveva visto decine e decine di appontaggi, si sentiva sempre orgoglioso della preparazione dei suoi marinai. Il sole stava per tramontare, per quel giorno le attività di volo erano finite ma l’indomani i suoi aerei sarebbero tornati in aria. La Storia Non tutti sanno che l’Aviazione Navale della Marina Militare è un reparto che vanta una storia centenaria, che precede anche la creazione ufficiale dell’Aeronautica Militare. Il ventesimo secolo era appena iniziato e gli aerei stavano spiccando i loro primi voli. Tuttavia, nel mondo militare c’era già chi aveva compreso le svariate applicazioni a cui si potevano prestare. Ne è un esempio il Tenente di Vascello Mario […]

Normandia in tre giorni

Per un appassionato della Seconda guerra mondiale ci sono diversi luoghi che bisogna visitare. Tra questi c’è senza dubbio la Normandia, dove gli Alleati sbarcarono in forze il 6 giugno del 1944. Per quanto mi riguarda è un viaggio che ho sempre desiderato fare ma che ho sempre rimandato. Vuoi per la mancanza di tempo, vuoi perché la mia povera moglie avrebbe rischiato di annoiarsi un bel po’. Il desiderio è rimasto nella lista delle cose da fare appena possibile per molti anni. Poi, un giorno, mi ritrovo a parlare con l’amico e collega Michele. Scopro che anche lui vorrebbe visitare i luoghi del D-Day.

Esercito Italiano: esserci nel momento del bisogno

Pubblicato sulla rivista Combat Arms Magazine numero 2 del 2017 La camionetta risaliva la montagna inerpicandosi sulla ripida strada. La carreggiata era così stretta da permettere a malapena il passaggio dell’automezzo. All’ennesimo tornante l’autista si lasciò sfuggire un’imprecazione in dialetto mentre scalava di marcia. Nel retro della camionetta c’erano una decina di soldati che negli ultimi venti minuti erano stati sballottati a destra e a sinistra come banderuole al vento. Il sergente controllò l’orologio da polso che gli aveva regalato sua moglie l’ultimo compleanno. Due ore prima erano partiti dalla caserma ma ormai mancava poco alla destinazione. Gli uomini avevano parlato delle solite cose, famiglia, calcio, donne. Ora che la meta si avvicinava sempre più era calato un silenzio carico di tensione. I soldati non stavano andando in guerra ma in un posto che aveva subito una devastazione simile.

Una giornata con i Lagunari

Pubblicato sulla rivista Combat Arms Magazine numero 1 del 2017 Per una persona appassionata di questioni militari assistere da vicino ad un’esercitazione è un enorme privilegio. Quando poi, l’attività riguarda una specialità come lo sbarco anfibio la soddisfazione raddoppia. In questo articolo voglio condividere con i lettori la mia giornata passata con i Lagunari, unico reparto con capacità anfibie in organico all’Esercito Italiano (già trattati nel numero 5 della rivista di quest’anno). In un’insolitamente calda giornata di inizio ottobre varco i cancelli della caserma “Edmondo Matter” di Mestre.

Le Frecce Tricolori

Pubblicato sulla rivista Combat Arms Magazine numero 6 del 2016. È una splendida giornata di inizio giugno. Fa caldo quel tanto che basta da andare in giro in maniche corte senza essere oppresso da una cappa dafa. Il cielo è così azzurro che viene voglia di stare ad ammirarlo in silenzio per ore. C’è solo uno sparuto gruppetto di nuvole bianche come il latte in lontananza. Il sole sembra quasi tenerle a bada continuando a irrorare i suoi raggi sulla capitale dItalia. La folla rumoreggia in attesa dell’inizio della manifestazione che celebra l’anniversario della Repubblica Italiana. Via dei Fori Imperiali taglia in due una massa variopinta di persone festanti. C’è chi ride, chi fa foto, chi parla con il vicino e chi rimane in religioso silenzio. In prima fila, un gruppo di emozionati bambini sventola delle piccole bandiere tricolore. Finalmente è arrivato uno dei momenti che tutti stanno aspettando. Un potente rombo echeggia per le vie di Roma. Le teste delle persone si rivolgono allunisono verso il cielo. Nove aerei stanno sorvolando la città eterna disposti come la punta di una grande freccia. Al loro passaggio rilasciano una spumosa scia fumo dai colori verdi, bianchi e rossi. Una lunga bandiera italiana viene dipinta nel cielo. Le Frecce Tricolori sono arrivate. La parata del 2 giugno può iniziare.

16° Stormo Protezione delle Forze

Pubblicato sulla rivista Combat Arms Magazine numero 6 del 2014. Il sole è già alto nel cielo, la temperatura si fa subito calda, troppo calda per chi è equipaggiato in completo assetto da battaglia. Il pesante elicottero HH-3F con l’insegna dell’Aeronautica Militare prosegue incurante della temperatura fino al punto prestabilito. Attraverso il portellone aperto giungono delle folate di aria fresca che danno un poco di sollievo agli occupanti. Il pilota diminuisce gradualmente la velocità fino ad arrestare il velivolo in volo stazionario a circa dieci metri d’altezza. La zona sottostante è stata indicata come calda e non solo per la temperatura. C’è il rischio di trovare qualche nemico in attesa pronto a dare il benvenuto. Meglio evitare l’atterraggio, facendo sbarcare la squadra di fucilieri con le corde. Uno dei membri dell’equipaggio, srotola la fune lasciandola cadere verso il terreno. Tutto è pronto per la discesa. Il primo dei fucilieri si avvicina al portello e afferra la corda con entrambe le mani. Poco dopo si getta nel vuoto, avvinghiando anche le gambe intorno alla fune, come fanno i pompieri quando scendono dal palo quando scatta la chiamata. Bastano alcuni secondi per ritrovarsi a terra. L’operatore impugna immediatamente il suo fucile d’assalto Beretta ARX-160 e osserva il territorio alla ricerca di eventuali contatti ostili. Nel frattempo il secondo fuciliere si sta già calando dall’elicottero. Uno ad uno tutti gli operatori scendono a terra coprendosi a vicenda a 360°. Le corde vengono ritirate in fretta dall’equipaggio. Lo sbarco è avvenuto senza problemi e […]