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AVES

Pubblicato sulla rivista Combat Arms Magazine numero 1 del 2015.

Il cielo coperto da nuvole grigie minacciava una nuova scarica di pioggia. Il tempo nelle ultime ventiquattr’ore non era stato clemente, tuttavia le operazioni dovevano andare avanti. La coppia di AW 129 procedeva in formazione a caccia di obbiettivi. Il Comando aveva segnalato la presenza di carri armati nemici in zona. Aquila 1 e Aquila 2 si erano alzati in volo per intercettarli.
Un corposo banco di nubi venne illuminato da un lampo.  I radar dei due Mangusta individuarono un mezzo nemico lungo la rotta. Aquila 1 decise di ingaggiare il bersaglio e si staccò dalla formazione. Il pilota scese di quota e inquadrò il mezzo, un vecchio T-62 di produzione sovietica. Il cannoniere armò un missile controcarro Tow.
“Fuoco” esclamò.
Il missile si staccò dal pilone esterno e si diresse verso il bersaglio. Il carro armato esplose in una palla di fuoco.
“Aquila 1. Bersaglio distrutto, continuiamo la caccia.”
“Roger”.
Il Mangusta tornò in formazione. La missione non era ancora finita.

 

La storia

 

L’Aviazione dell’Esercito (AVES) è la specialità più giovane dell’Esercito Italiano. I suoi componenti appartengono esclusivamente all’Esercito. L’AVES fornisce supporto alle truppe di terra, con il trasporto di uomini e materiali, attacco di obbiettivi militari, ricognizione e osservazione del tiro d’artiglieria. Le sue origini possono essere ricercate nei primi voli sperimentali condotti dal Regio Esercito durante la campagna di Libia nel 1911-12. In quell’occasione furono inviati in Africa 9 aeroplani di produzione francese comandati dal capitano Carlo Maria Piazza. Inizialmente furono impiegati in operazioni di ricognizione e direzione del tiro d’artiglieria, tuttavia si perfezionarono anche varie tecniche per bombardare le truppe nemiche.
Durante la Prima guerra mondiale l’utilizzo degli aerei subì un incremento che portò alla costituzione nel 1923 della Regia Aeronautica.
La nascita dell’AVES avvenne però solo dopo la Seconda guerra mondiale, il 10 maggio 1951 con la creazione del “Reparto Aerei Leggeri”. Dopo l’ingresso dell’Italia nella Nato, l’Esercito fu autorizzato a dotarsi di una forza aerea. Quindici volontari parteciparono a un programma di addestramento negli Stati Uniti. Otto di loro superarono il corso e costituirono il primo nucleo di istruttori. La prima sede fu  a Bracciano, presso la Scuola di Artiglieria, dove venne allestita una piccola pista di volo.
Nel 1952 il reparto venne denominato Centro Addestramento Osservazione Aerea per Artiglieria (CAOAA). Due anni dopo ci fu la creazione delle prime Sezioni Aerei Leggeri (SAL) equipaggiate con aerei L 21, versione militare del Piper Pa-18 Super Cub. Nel 1954 le SAL diventarono Reparti Aviazione Leggera (RAL) che comprendevano anche velivoli ad ala rotante .
A proposito di elicotteri, nello stesso anno ci fu la creazione del Reparto Sperimentale Elicotteri dotato di Agusta Bell 47 G2 e Agusta Bell 47 J.
Il 1 giugno del 1957 il CAOAA divenne Centro Addestramento Aviazione Leggera dell’Esercito (CAALE) e come nuova sede fu scelta Viterbo. L’anno successivo il Reparto Sperimentale Elicotteri venne sciolto, sostituito da due Reparti elicotteri effettivi, il 1° e il 2°.
Il 31 dicembre del 1959 nasceva l’Aviazione Leggera dell’Esercito (ALE) equipaggiata con elicotteri multiruolo AB 204 e AB 205.
Gli aviatori dell’Esercito nel 1971 ricevettero un nuovo copricapo come segno distintivo, il basco azzurro.
Passarono gli anni settanta e ottanta attraverso alcune ristrutturazioni dell’Esercito. In quegli anni il parco velivoli del CAALE si arricchì con nuovi mezzi come il mastodontico CH 47 Chinook.
Il 12 giugno 1993 viene ufficialmente costituita l’AVES. Entrò in servizio l’elicottero d’attacco A129 Mangusta.
Nel 1999 una nuova ristrutturazione dell’Esercito incorporò l’AVES nell’Arma di Cavalleria, denominandola Cavalleria dell’Aria. Quattro anni dopo tornò ad essere AVES, come specialità di Forza Armata, condizione che mantiene ancora oggi.

 

L’organizzazione oggi

 

I reparti dell’AVES sono riuniti sotto il Comando Aviazione dell’Esercito, a sua volta dipendente dal Comando delle Forze Operative Terrestri (COMFOTER). Del Comando Aviazione dell’Esercito fanno parte il Centro Addestrativo AVES, il Comando Sostegno AVES e la Brigata AVES, tutti e tre con sede a Viterbo.
Il Centro Addestrativo si compone di tre gruppi squadrone, “Orsa Maggiore”, “Auriga” e “Sestante”. Come si intuisce dal nome fornisce addestramento a piloti e tecnici dell’AVES.
Il Comando Sostegno si occupa della manutenzione degli aeromobili ed è formato da quattro reggimenti: 1° “Idra”, 2° “Orione”, 3° “Aquila” e 4° “Scorpione.”
La Brigata AVES costituisce i reggimenti operativi della specialità. La spina dorsale è formata da tre reggimenti: 1° “Antares”, 2° “Sirio” e 3° “Altair.” Fanno parte della Brigata anche il 28°  Gruppo Squadroni “Tucano” e lo Squadrone Italair impegnato in Libano.
Altri due reggimenti, il 5° “Rigel” e il 7° “Vega” sono dipendenti dalla Brigata Aeromobile Friuli, una delle grandi unità dell’ Esercito Italiano. Entrambi i reggimenti sono equipaggiati con gli elicotteri d’attacco Mangusta.

 

Velivoli principali in dotazione

 

I velivoli utilizzati dall’AVES si distinguono tra quelli ad ala fissa e quelli ad ala rotante. Tra i primi troviamo il Dornier Do 228 e il Piaggio 180 Avanti. Entrambi gli aeroplani vengono utilizzati per il trasporto. Il Do 228 possiede anche capacità STOL (decollo e atterraggio corto) che permettono di utilizzarlo anche in attività di ricerca e salvataggio.
Più ampia è la selezione di elicotteri.
Boeing CH 47 Chinook; elicottero pesante da trasporto in grado di trasportare fino a cinquanta soldati in assetto da battaglia. È equipaggiato con due rotori, uno sopra la cabina e uno sopra la sezione di coda.
Agusta Bell AB 205; è la versione prodotta in Italia su licenza del mitico UH-1 Huey protagonista della Guerra in Viet Nam. Nonostante l’età diversi esemplari aggiornati si trovano in servizio nell’AVES.
Agusta Bell AB 206; un altro elicottero leggero prodotto sul licenza dalla Agusta. Può essere armato con una mitragliatrice a canne rotanti da 7.62 mm.
Agusta Bell AB 212;  elicottero multiruolo derivato dallo Huey,è equipaggiato con un rotore a due pale. Impiegato in attività di ricognizione, trasporto tattico ed evacuazione medica.
Agusta Bell AB 412; elicottero multiruolo che rappresenta l’evoluzione dell’AB 412, da cui si distingue principalmente per il rotore a quattro pale anziché due. Può essere equipaggiato con una mitragliatrice pesante per lato.
Agusta Westland AW 109 (precedentemente A109); elicottero multiruolo progettato dall’Agusta, oggi Agusta Westland. Utilizzato sia per il trasporto truppe che per attività di ricognizione. Può essere armato con mitragliatrici da 12,7 mm e 2 pod esterni per razzi o due lanciatori per missili Tow.
Agusta Westland AW 129 Mangusta; elicottero d’attacco leggero che ha il primato di essere il primo progettato in Europa. È alimentato da due motori e un rotore a quattro pale. L’equipaggio è composto da un pilota e un copilota/mitragliere. Fu consegnato all’Esercito Italiano all’inizio degli anni novanta e fu subito schierato in Somalia durante la missione Ibis. Il 2 luglio del 1993 alcuni Mangusta parteciparono alla battaglia del Check Point Pasta. In quell’occasione uno degli A 129 distrusse con un missile Tow una camionetta VM90 catturata da un gruppo di miliziani somali.
NHI NH90; prodotto da un consorzio europeo di cui fa parte l’Agusta Westland, è l’elicottero più recente dell’AVES. L’impiego principale previsto inizialmente era quello della lotta antisommergibile. È stata creata anche una versione per trasporto truppe, in dotazione all’Esercito dal 2008, dove possono prendere posto fino a venti soldati.

 

Missioni all’estero

 

Come detto precedentemente, l’AVES è la specialità più giovane dell’Esercito. Nonostante ciò e stata impiegata in diverse missioni internazionali. A seguire ne ricordiamo qualcuna.
Libano Missione ONU Unifil: in corso dal 1979, l’AVES è presente con uno squadrone.
Namibia Missione ONU UNTAG; dal marzo 1989 ad aprile 1990.
Kurdistan Missione ONU PROVIDE COMFORT; da maggio ad agosto 1991.
Somalia Missione ONU UNOSOM; da dicembre 1992 a marzo 1994.
Mozambico Missione ONU ONUMOZ; da marzo 1993 ad aprile 1994
Albania OPERAZIONE ALBA; da aprile ad agosto 1997.
Bosnia Erzegovina Missione NATO IFOR, SFOR; in corso dal 1995. Presente con uno squadrone.
Kosovo Missione NATO JOIN GUARDIAN; in corso dal 1999. Presente con uno squadrone.
IRAQ Operazione ANTICA BABILONIA; da luglio 2003 a ottobre 2006.
Afghanistan MISSIONE NATO ISAF; in corso da settembre 2005. Operativa la Task Force Fenice.

Come si può facilmente dedurre l’AVES è costantemente impegnata all’estero senza però dimenticare l’attività all’interno del territorio nazionale. Gli uomini dell’Aviazione hanno dato il loro contributo in seguito a calamità naturali come il terremoto dell’Irpinia o dell’Aquila.
Un agenda piena di impegni che i baschi azzurri affrontano ogni giorno con professionalità e dedizione.

 

Box 1 Il primo bombardamento aereo della storia

 

L’aeroplano era stato inventato da pochi anni ma in ambito militare ci fu chi ne comprese subito le potenzialità. Fu durante la Guerra Italo-Turca che avvenne il primo bombardamento aereo della storia. Il primordiale nucleo della futura Regia Aeronautica era presente con 9 apparecchi di costruzione francese. Al comando della squadriglia c’era il capitano Carlo Maria Piazza che effettuò il primo volo bellico. Fu però un altro pilota, il sottotenente Giulio Gavotti, a effettuare il primo bombardamento aereo della storia. Il 1^ novembre del 1911, ai comandi del suo aereo, lanciò tre bombe a mano Cipelli su un accampamento turco e una sull’oasi di Tripoli. L’esperimento positivo spinse a migliorare le tecniche di bombardamento. In seguito furono utilizzate delle  bombe Haasen collegate all’aeroplano tramite dei fili che rimuovevano la spoletta una volta in volo. L’11 febbraio 1912 un aereo Bleriot XI si alzò in volo equipaggiato con un tubo lungo la fiancate, attraverso il quale venivano rilasciati gli ordigni. Poco dopo Alessandro Cagno inventò un rudimentale sistema di guida consistente in una tabella graduata che indicava l’inclinazione del tubo lanciabombe.
Dai nostri piloti iniziò la strada che portò alle bombe “intelligenti” che dominano i campi di battaglia odierni.

 

Box 2 Il 26° REOS

 

Esiste uno Squadrone di elicotteri che fornisce supporto alle Forze Speciali italiane. Si tratta del 26° Gruppo Squadroni AVES “Giove”, anche conosciuto come Reparto Elicotteri per Operazioni Speciali (REOS). Il reparto è inquadrato nel primo Reggimento AVES “Antares” ma quando si trova in missione è alle dirette dipendenze del Comando Interforze per Operazioni Speciali. Il 26° è operativo dal 4 novembre 2002 ed è stato creato da reparti preesistenti. Una delle peculiarità dei suoi appartenenti è che ricevono lo stesso addestramento di base degli altri operatori delle Forze Speciali. Un pilota del REOS ha in pratica la stessa qualifica di un incursore del Col Moschin. Altra caratteristica è l’elevata capacità a operare in ambiente notturno, essenziale per operazioni di FS. I velivoli in dotazione sono AB 412, CH 47 e NH 90. Questi velivoli hanno un livello di protezione ulteriore rispetto agli altri dell’AVES.
Il REOS ha operato e opera tutt’ora in ambienti particolarmente caldi come Iraq e Afghanistan.

Alessandro Cirillo
 

 

 

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