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9° Stormo “Francesco Baracca”

Pubblicato sulla rivista Combat Arms Magazine numero 4 del 2017

9° STORMO “FRANCESCO BARACCA”

DI ALESSANDRO CIRILLO

Aveva freddo, come forse mai aveva provato in vita sua. Intorno a lui si stendeva un bosco di conifere imbiancato da una generosa mano di neve compatta. Il sole non si era fatto vedere per tutto il tempo, restando nascosto dietro a una coltre di nuvole grigie. In ogni caso, tra poco avrebbe fatto buio. Il pilota si fermò per un momento per consultare il suo GPS. Le coordinate per il recupero erano quelle giuste. Arrancò affondando gli scarponi nella neve che arrivava fino a sotto il ginocchio. In lontananza si scorgeva con chiarezza una nuvola di fumo, in prossimità di dove il suo aereo si era schiantato. Era stato davvero fortunato ad uscirne tutto intero. Tuttavia, la sua fortuna poteva finire da un momento all’altro. Di sicuro c’era qualche pattuglia nemica impegnata a cercarlo e desiderosa di mettergli le mani addosso. L’unica speranza era che venissero in fretta a recuperarlo.
Il pilota si fermò nei pressi di un piccolo spiazzo libero da alberi. Appoggiò le mani sulle cosce e si piegò inspirando aria fredda. Di contro, la sua fronte era madida di sudore per lo sforzo. Tutto era silenzioso, come se fosse stato l’ultimo essere vivente rimasto sulla terra. All’improvviso la quiete fu spezzata da un suono in lontananza, ma che si avvicinava sempre di più. La sua radio satellitare iniziò a gracchiare.
“Comando a Veltro 01. Due minuti al recupero. Tieniti pronto.”
“Veltro 01 a Comando. Roger.”
Il pilota si concesse il primo sorriso da quando si era eiettato con il seggiolino. Comparvero tre puntini neri che si ingrandivano ogni secondo che passava.
“Forza ragazzi!” mormorò il pilota battendo i denti per il freddo.
I puntini assunsero i contorni di tre elicotteri HH-212 appartenenti al 21° Gruppo di Volo “Tigre.” Due dei velivoli iniziarono a volare in circolo sulla zona mentre il terzo si preparò all’atterraggio. La coccarda dell’aeronautica era ormai ben visibile. Dal portellone aperto si scorgevano alcuni uomini armati, forse Fucilieri dell’Aria. La mitragliatrice da 7,62 mm dell’elicottero era pronta ad essere brandeggiata in caso di problemi.
Veltro 01 si fece notare con ampi gesti delle mani, anche se non ce n’era bisogno. Finalmente si tornava a casa.

La storia

Il 26 febbraio 1934 presso l’aeroporto di Ciampino fu costituito il 9° Stormo Bombardamento Terrestre. Due anni più tardi partecipò ad una serie di operazioni in Somalia. Nei primi due anni di vita il Reparto fu comandato da Renato Sandalli, che all’epoca indossava i gradi di colonnello. Dopo la caduta del fascismo, Sandalli ricoprì diversi incarichi nel governo Badoglio.
Tornando al 9° Stormo, durante la Seconda guerra mondiale fu impiegato in Nord Africa. Le operazioni svolte, fino al 1941, valsero la decorazione della Bandiera di Guerra con la Medaglia d’Argento al Valore Militare. Nel giugno del 1942 prese parte alla battaglia di Pantelleria. L’armistizio portò allo scioglimento del reparto.
Lo Stormo rimase in posizione quadro fino al settembre del 1967. Fu ricostituito come 9° Stormo Caccia Intercettori presso l’aeroporto di Grazzanise. Dal 1° gennaio 1969 il reparto fu intitolato a Francesco Baracca, pilota eroe della Prima guerra mondiale. Portando il nome del famoso asso, poté utilizzare il “cavallino rampante” come emblema, insieme anche al 10° Gruppo Caccia (dipendente dallo Stormo). Nel 1971 il 10° Gruppo ricevette in dotazione i caccia F-104 Starfighter.
All’interno dei confini nazionali, il 9° operò in diverse occasioni a sostegno della popolazione. Possiamo ricordare l’attività svolta in occasione nel terremoto dell’Irpinia del 1980. Lo sforzo degli aviatori portò alla decorazione con la Medaglia di Bronzo al Valore Civile. In seguito, lo Stormo intervenne anche in altre occasioni come gli alluvioni di Sarno del 1998 a quello di Messina del 2009, oltre che quando si scatenò il terremoto dell’Aquila.
In ambito internazionale, cito le operazioni di difesa aerea nel settore adriatico durante la guerra in Kosovo.
Il 2004 segnò un grande cambiamento all’interno dello Stormo. Il 10° Gruppo, che aveva sostituito gli Starfighter con i più moderni F-16, fu trasferito a Trapani presso il 37° Stormo. Il completo passaggio avvenne dal 1° marzo del 2006.
Il reparto perso fu rimpiazzato con la ricostituzione del 21° Gruppo di Volo “Tigre”, equipaggiato con elicotteri HH-212. Il primo incarico operativo del nuovo gruppo avvenne in Afghanistan, nell’ambito della missione ISAF. Il 23 aprile 2006 fu infatti costituito un distaccamento del 9° Stormo presso l’aeroporto di Kabul, con compiti di ricognizione, trasporto tattico ed evacuazione sanitaria.
Da luglio del 2007 un nuovo evento segnò la storia del reparto, che passò dalle dipendenze del Comando delle Forze Aerotattiche della difesa aerea alla 1ª Brigata Aerea Operazioni Speciali. La nuova assegnazione mutò anche la missione principale dello Stormo, facendo assumere l’incarico di supporto a Forze Speciali e alle Forze per Operazioni Speciali.
Due anni dopo, la struttura del 9° si arricchì con con una componente di Fucilieri dell’Aria con vari compiti tra cui assicurare la protezione delle infrastrutture e dei mezzi in carico allo Stormo.
Arrivando in tempi più recenti, nel marzo del 2012 presso l’aeroporto di Grazzanise è stata costruita una pista in terra battuta, parallela a quella in asfalto. Questa nuova struttura, unica in Italia, permette di addestrare i piloti dei grandi aerei da trasporto C-27J e C-130J simulando l’impiego su piste situate fuori dal territorio nazionale.
Nel 2015, con Decreto del Presidente della Repubblica n° 99 del 31 agosto, la Bandiera di Guerra del 9° Stormo è stata insignita della Medaglia d’Argento al Valore Aeronautico per le operazioni svolte in Afghanistan.
In tempi recenti, lo Stormo con i suoi assetti ha preso parte ad importanti operazioni di soccorso in occasione di calamità naturali, quali ad esempio quelle dell’emergenza neve e terremoto del 2016 nel centro Italia. Inoltre, ha partecipato alle operazioni di difesa dello spazio aereo in occasione del Giubileo 2016.

Organizzazione

Come detto in precedenza, il 9° Stormo dipende dalla 1ª Brigata Aerea “Operazioni Speciali”. Il nerbo dello Stormo è rappresentato dal 21° Gruppo di Volo “Tigre” che opera sugli elicotteri HH-212. La manutenzione dei velivoli è garantita dal Gruppo Efficienza Aeromobili (GEA). Il 409° Gruppo STO si occupa del funzionamento degli apparati di comunicazione e il reperimento dei materiali speciali aeronautici. La logistica è affidata al 509° Gruppo SLO. L’organico è completato dalla già citata componente di Fucilieri dell’Aria, dall’Ufficio Comando e dal Servizio Amministrativo.

Compiti principali

Il 9° Stormo ha il compito principale di dare supporto aereo e terrestre a reparti o enti di Forze Speciali (FS) oppure di Forze per Operazioni Speciali (FOS).
Il reparto può anche essere impiegato per missioni di ricerca e soccorso (SAR), che possono svolgersi anche in territorio nemico (CSAR).
Un’ulteriore attività può essere prevista per supportare la popolazione colpita da calamità naturali, come è già successo in passato.

Agusta-Bell HH-212

Per svolgere le attività assegnate, il 21° Gruppo di Volo ha in carico gli elicotteri Agusta-Bell HH-212. La versione ICO (Incrementata Capacità operativa) prevede delle migliorie quali armamento difensivo, contromisure antimissile a infrarossi e protezione aggiuntiva per l’equipaggio. L’HH-212 può volare sia di giorno, che di notte, anche in condizioni meteo critiche. La propulsione è affidata a due turbine Prat & Whitney PT6T-3D da 1193 HP le quali possono portare il velivolo alla velocità massima di 240 Km/h.
L’equipaggio di 4 membri è composto da due piloti, specialista e aerosoccorritore. Due mitragliatrici pesanti brandeggiabili costituiscono l’armamento standard.

Prima stormo da bombardamento, poi caccia intercettori e ora supporto alle operazioni speciali. Dalla sua costituzione, il 9° Stormo “Francesco Baracca” ha saputo affrontare tutte le sfide e i cambiamenti che si è trovato davanti. In futuro, gli uomini e le donne del reparto continueranno a lavorare con determinazione sotto il prestigioso segno del cavallino rampante.

Box 1 Francesco Baracca

Classe 1888, Francesco Baracca è uno dei più famosi piloti militari italiani. Frequentò l’Accademia Militare di Modena e la Scuola di Cavalleria di Pinerolo, uscendo con il grado di sottotenente. Fu assegnato al 1° Squadrone del Reggimento “Piemonte Reale” di stanza a Roma. Dopo aver assistito ad alcuni voli presso l’aeroporto di Centocelle, iniziò ad interessarsi agli aeroplani. Al brevetto civile, seguì quello militare. Allo scoppio della Prima Guerra mondiale partecipò ai pattugliamenti dello spazio aereo italiano. Il 7 aprile del 1916 ottenne il suo primo abbattimento, che coincise anche con il primo della specialità aeronautica italiana. La bravura del pilota gli valse molti altri abbattimenti che portarono il numero a 34 (36 secondo alcune fonti).
Il suo simbolo personale era il famoso “cavallino rampante”, che faceva dipingere sui suoi aerei.
Nel maggio del 1917 si trasferì nella 91ª Squadriglia, detta in seguito “degli Assi”. Nel reparto militavano alcuni tra i migliori piloti dell’epoca, scelti direttamente da Baracca. L’aereo in dotazione era il Nieuport 17, costruito su licenza dalla Macchi.
Il 19 giugno del 1918, a bordo di uno SPAD S VII, effettuò il suo ultimo volo (era il quarto di quella giornata). Il suo aereo fu abbattuto da un biplano austriaco. Il relitto e il corpo di Baracca poterono essere ritrovati solo dopo 4 giorni. Il cadavere presentava bruciature e una ferita da pallottola alla tempia destra.
Le gesta di Baracca entrarono nella storia e gli valsero diverse medaglie tra cui quella d’Oro al Valore Militare. Al suo funerale volle fare un discorso Gabriele D’Annunzio.
Nel 1923 la madre di Baracca donò il simbolo del “cavallino rampante” ad un certo Enzo Ferrari, con la profezia che gli avrebbe portato fortuna.
Presso la sede del 9° Stormo è stato allestita una mostra con molti cimeli donati dalla famiglia Baracca.

Box 2 Operazioni speciali

Attualmente le Operazioni Speciali in Italia sono gestite da una struttura chiamata Comando Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS). Tra le attività messe in atto troviamo azioni dirette su determinati obbiettivi, ricognizioni speciali, missioni di Contro Terrorismo e assistenza militare a forze armate di Stati amici.
Il COFS si avvale di quattro reparti di Forze Speciali, due reggimenti di Forze per Operazioni Speciali e una componente interforze di altre unità che possono essere chiamate in supporto.
Le Forze Speciali sono quelle unità addestrate appositamente per la conduzione di Operazioni speciali. Ne fanno parte il 9°Reggimento D’Assalto Paracadutisti “Col Moschin” dell’Esercito, il Gruppo Operativo Incursori (GOI) della Marina Militare, il 17°Stormo Incursori dell’Aeronautica e il Gruppo di Intervento Speciale (GIS) dei Carabinieri.
Le Forze per Operazioni Speciali hanno specifiche qualità che possono essere messe in campo durante una missione. Sono composte dal 185° Reggimento e Ricognizione Acquisizione Obbiettivi (RAO) e il 4°Reggimento Alpini Paracadutisti “Monte Cervino”.
Tra le unità di supporto troviamo il 3° Reggimento Elicotteri Operazioni Speciali “Aldebaran” e il 28° Reggimento “Pavia” facenti parte dell’Esercito, la Brigata Marina “San Marco” e il Reparto Eliassalto della Marina Militare e la 1ª Brigata Aerea Operazioni Speciali dell’Aeronautica.

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