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I Lagunari

Pubblicato sulla rivista Combat Arms Magazine numero 5 del 2016

Il sole iniziò la sua pigra ascesa verso il cielo. I primi raggi si riflettevano sulla superficie increspata del mare. L’aria era fresca e profumata di salsedine. Alcuni natanti avanzarono sull’acqua interrompendo la quiete della mattina. Dietro di loro lasciavano delle scie bianche e spumose. Erano quattro AAV7, mezzi corazzati anfibi che trasportavano un totale di 80 uomini in completo assetto da combattimento. La spiaggia era ormai distante appena un centinaio di metri. La forza da sbarco era pronta. Gli AAV7 cavalcarono le ultime onde fino a quando i cingoli toccarono la sabbia morbida ma compatta. I piloti fermarono i loro mezzi sul bagnasciuga. I portelloni furono aperti permettendo agli uomini di sciamare sulla spiaggia. Gli stivali calpestarono l’acqua mista a sabbia. Ad attenderli c’era un gruppo di compagni che avevano raggiunto per primi l’obbiettivo mettendolo in sicurezza e permettendo uno sbarco tranquillo. Uno ad uno tutti i soldati si posizionarono, pronti alla fase successiva della missione. Il comandante si consultò con un paio di sottoposti prima di dare l’ordine di proseguire.
Gli uomini appartenenti al Reggimento Lagunari “Serenissima” si misero in marcia. La spiaggia era stata presa, la missione proseguiva nell’entroterra dove ad aspettarli c’erano insidie e pericoli. Ma loro non si sarebbero tirati indietro fedeli al motto del Reggimento “come lo scoglio infrango, come l’onda travolgo.”

La Storia

I Lagunari sono una specialità dell’Arma di Fanteria dell’Esercito Italiano e rappresentano l’unica realtà con capacità anfibie in seno all’intera struttura. Nonostante sia la specialità di più recente costituzione, le origini dei Lagunari vanno ricercate diversi secoli indietro. L’appellativo di “Serenissima” ci fa pensare subito a Venezia, una delle più prospere Repubbliche Marinare. Infatti, la potente città equipaggiò per molto tempo unità di fanteria ben addestrate da imbarcare sulle navi.
Gli storici fanno di solito risalire la nascita della specialità al tempo della Quarta crociata (1202-1204). All’epoca il Doge di Venezia Enrico Dandolo creò un reggimento di soldati, ordinato su dieci compagnie, da imbarcare su varie navi. Gli uomini furono coinvolti in un’operazione anfibia a Costantinopoli.
Non si hanno altre notizie di ulteriori impieghi militari, fino al 1550 anno in cui furono costituiti i Fanti da Mar. Nel corso degli anni le truppe anfibie assunsero sempre più importanza. Ad esempio furono impiegati nella Guerra di Morea combattuta tra la Repubblica Veneziana e l’Impero Ottomano. Il primo impiego di rilievo menzionato dalle fonti storiche è la conquista della fortezza di Navarino. In quell’occasione i veneziani strapparono la roccaforte agli ottomani attaccandola via terra, via mare e con uno sbarco anfibio comandato dal Capitano da Mar Francesco Morosini. La tattica ebbe così successo da farla utilizzare sempre più spesso. Francesco Morosini ebbe una brillante carriera militare anche se segnata da alcune ombre, come il processo che subì in patria con le accuse di disobbedienza, ruberie e malversazioni. Alla fine se la cavò arrivando a diventare perfino il 108° doge di Venezia.
La Repubblica di Venezia, ormai in declino fu spazzata via da Napoleone e in seguito fu inglobata nell’Impero Austriaco. L’Unità d’Italia portò a una riorganizzazione del Regio Esercito. Nel 1883 fu costituita una Brigata Lagunari, che nel 1918 fu trasformata nell’8° Reggimento Genio Lagunari.
Durante la Prima guerra mondiale fu costituito un Reggimento Marina, embrione di quello che diventò in seguito il Battaglione San Marco della Marina Militare. Lagunari e San Marco, pur appartenendo a branche diverse delle Forze Armate, hanno in comune le stesse radici veneziane e le stesse modalità d’impiego.
Tornando ai Lagunari, per la creazione della specialità si dovette attendere il periodo successivo alla Seconda guerra Mondiale. Il 15 gennaio del 1951 fu creato il primo nucleo dei Lagunari. Iniziò la graduale formazione di un battaglione il cui personale era proveniente sia dall’Esercito e che dalla Marina (in realtà in maggioranza si trattava di marinai). Il 15 ottobre dello stesso anno il Battaglione di fanteria San Marco entrò a far parte del Settore Forze Lagunari. Dal 1° luglio del 1957 il nome dell’unità venne mutato in Battaglione Isonzo, eliminando qualsiasi componente facente parte della Marina Militare. Due mesi dopo la struttura cambiò ancora portando alla creazione del Raggruppamento Lagunare. I compiti iniziali comprendevano principalmente la difesa di Venezia e delle zone lagunari del Nord-Est in caso di attacco dei sovietici. Il reparto fu dotato fin da subito di mezzi anfibi e da sbarco. I primi mezzi in organico furono gli LVT Mk4 “Buffalo” utilizzati dagli americani durante la Seconda guerra mondiale.
Nel 1959, il raggruppamento ricevette la Bandiera di Guerra e cinque anni dopo fu interessato da un nuovo cambio della struttura che lo fece diventare il Reggimento Lagunari “Serenissima.” I mezzi principalmente utilizzati furono gli M-113, progettati negli Stati Uniti e dal 1963 prodotti in Italia dalla OTO MELARA.
Attraverso una serie di ulteriori ristrutturazioni dell’Esercito Italiano si arrivò all’attuale organizzazione.
Il Reggimento Lagunari “Serenissima” è attualmente dipendente dalla Brigata “Pozzuolo del Friuli.” È strutturato su un Comando di reggimento basato a Mestre, un Battaglione Lagunari composto da tre compagnie e una compagnia di supporti tattici anfibi.

Compiti operativi

Come precisato all’inizio dell’articolo, i Lagunari sono l’unica componente dell’Esercito a possedere capacità anfibie. Essi sono in grado di operare sia in ambienti terrestri che i quelli fluviali, lagunari e marittimi. Le operazioni possono essere a difesa del territorio nazionale o di attacco a un territorio ostile con il conseguente sbarco di uomini e mezzi. La Marina Militare possiede un’unità con capacità analoghe, ovvero la Brigata Marina San Marco. Entrambi gli enti fanno parte del sistema denominato Forza di Proiezione del mare. Nella pratica si tratta di una grande unità militare anfibia attiva dal 2007 che comprende reparti e mezzi provenienti da Marina Militare ed Esercito Italiano. Anche l’Aeronautica Militare può essere coinvolta per effettuare trasporti tattici.

Mezzi in dotazione

AAV7; mezzo anfibio cingolato progettato e costruito negli Stati Uniti per i Marines ma in seguito esportato all’estero, tra cui in Italia. Equipaggia sia i Lagunari che la Brigata Marina San Marco. La protezione del veicolo è affidata a una corazza da 45 mm, oltre all’armamento costituito da un lanciagranate automatico Mk 19 da 40 mm e una mitragliatrice Browning da M2 in calibro 12.7 mm. L’equipaggio è composto da pilota, capocarro (anche addetto alle armi) e il responsabile del personale imbarcato (21 uomini). La velocità massima su terra è di circa 70 Km/h mentre in acqua si ferma a 13.

VCC2; mezzo anfibio prodotto in Italia negli anni 70 basato sull’americano M-113. Nonostante l’età esistono ancora diversi esemplari in servizio. L’equipaggiò è di due uomini con la capacità di trasportarne altri sette. L’armamento comprende un cannone da 20 mm e una mitragliatrice M2. Il mezzo è nato con capacità anfibie ma è stato utilizzato come una normale unità meccanizzata.

Oltre a questi mezzi anfibi, i Lagunari sono dotati di diversi natanti tra barchini a chiglia rigida, battelli pneumatici e gommoni Zodiac. Per gli eli-sbarchi, l’Esercito o la Marina Militare possono mettere a disposizione i loro elicotteri.

Missioni principali

Il Reggimento Lagunari “Serenissima” è stato impegnato diverse volte sia in missioni all’interno dei confini nazionali, sia all’estero. In Italia si ricorda l’operazione Vespri Siciliani, svoltati in Sicilia dal 1992 al 1998. In quell’occasione anche i Lagunari contribuirono al mantenimento dell’ordine pubblico in seguito agli attacchi della Mafia siciliana contro lo Stato italiano. Inoltre il Reggimento è stato schierato a sostegno della popolazione in occasione di diverse calamità naturali. Attualmente un’aliquota di uomini partecipa all’operazione Strade sicure.
Fuori dall’Italia i Lagunari hanno partecipato a diverse missioni:
operazione Joint Guardian, Kosovo (dal 1° novembre 1999 al 1° marzo 2000, in seguito altri due turni nel 2000 e tra il 2002 e il 2003).
operazione Antica Babilonia, Iraq (intera missione). Durante la missione sono morti due uomini oltre a diversi feriti. I caduti furono il tenente Massimo Ficuciello in occasione dell’attentato alla base “Maestrale” di Nassiriya e il primo caporale maggiore Matteo Vanzan, ucciso il 17 maggio 2004 durante un attacco alla base “Libeccio” che stava presidiando insieme ai compagni.
operazione Leonte, Libano (diversi turni a partire dal 2006).
operazione ISAF, Afghanistan (diversi turni a partire dal 2010). Il tenente Riccardo Bucci è morto il 23 settembre 2011 in un incidente che ha coinvolto il blindato Lince sul quale viaggiava. Altri due compagni appartenenti ad altri reparti dell’Esercito sono deceduti insieme a lui.

I Lagunari sono una specialità giovane ma con una tradizione secolare. Negli ultimi anni gli impegni sono stati intensi e hanno anche fatto pagare un tributo di sangue. In attesa di scoprire cosa riserverà il futuro, gli uomini e donne che ne fanno parte continueranno ad addestrarsi pronti a emulare le gesta dei loro antenati.

Box 1 Diventare un Lagunare

Considerando i possibili teatri d’impiego dei Lagunari, iniziamo con una considerazione ovvia: chi aspira ad entrare nel Reggimento deve sentirsi a proprio agio nell’acqua.
Il candidato, che può provenire da qualsiasi altro reparto dell’Esercito, sarà sottoposto a una serie di test volti a saggiarne la condizione fisica e la determinazione. A seguito l’elenco.
almeno 15 piegamenti sulle braccia in un minuto;
almeno sei piegamenti alle parallele in un minuto;
1500 metri di corda piana da percorrere in massimo 8 minuti;
almeno 30 addominali al minuto;
salita alla fune di almeno 4 metri in 1 minuto e discesa controllata;
salto in alto
almeno 3 trazioni alla sbarra in un minuto;
2 vasche da 25 metri a nuoto;
sostentamento in acqua da fermo e con le mani fuori per 30 minuti;
discesa di 6 metri con tecnica fast rope da struttura fissa;
salto su air pack da trampolino di 3 metri.
Chi riuscirà a superare tutte queste prove sarà ammesso al corso di Qualificazione Anfibia. Il corso insegnerà il combattimento anfibio, tecniche di navigazione, tecniche di primo soccorso e abiliterà all’utilizzo dei mezzi e natanti in dotazione. Coloro che non riusciranno a completare il corso avranno una seconda possibilità mentre i migliori potranno frequentare il corso di Esploratori Anfibi.

Box 2 Il Leone di San Marco

Quando si parla di Venezia, una tra le prime cose che vengono in mente c’è il famosissimo Leone di San Marco. Il simbolo della città compare quasi ovunque compreso il campanile di San Marco, una delle mete preferite dai turisti.
La simbologia del Leone di San Marco, detto anche Leone Marciano, è collegata all’evangelista Marco. Secondo la tradizione Marco, ritrovatosi naufrago nelle lagune veneziane, fu avvicinato da un angelo sotto forma di leone alato che gli fece una rivelazione. “Pax tibi Marce, evangelista meus. Hic requiescet corpus tuum” (Pace a te Marco, mio evangelista. Qui riposerà il tuo corpo). È di solito rappresentato con un’aureola e un libro sotto la zampa che riporta la scritta “Pax tibi Marce, evangelista meus.”
Nell’iconografia cristiana il Leone di San Marco simboleggia la forza della parola dell’Evangelista, le ali rappresentano l’elevazione spirituale mentre l’aureola è il simbolo della santità. In alcune rappresentazioni il leone stringe una spada in una zampa. La leggenda vuole che il Leone fosse rappresentato in tempo di pace senza alcuna spada e con le pagine del vangelo aperte sulla famosa frase. In tempo di guerra (stato dichiarato dal Senato della Repubblica), il Leone impugnava invece una spada mentre il vangelo era chiuso.
Oltre a Venezia ci sono altre città e paesi, un tempo sotto il dominio di Venezia, che tutt’oggi adottano il Leone Marciano come simbolo.

Alessandro Cirillo

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