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Il soldato di tre eserciti

Anche in mezzo alla crudeltà di una guerra si possono trovare delle vicende curiose che terminano con un lieto fine. Questo è proprio il caso della storia che sto per raccontare. Il protagonista è un coreano nato nel 1920 dal nome per noi quasi impronunciabile, Yang Kyoungjong.
Tutto iniziò nel 1938 quando il giovane Yang venne arruolato nelle forze armate imperiali giapponesi. La Corea faceva parte dell’Impero del Sol Levante dal 1910.
Nel 1938 i venti di guerra cominciano ad alzarsi, con l’annessione da parte della Germania nazista di Austria, Sudeti e Cecoslovacchia. In Oriente l’Unione Sovietica e l’Impero giapponese erano ai ferri corti a causa di una regione contesa al confine tra la Mongolia (all’epoca uno stato satellite dell’URSS) e la Manciuria (occupata dai giapponesi nel 1931). Ci furono diversi scontri di confine che si portarono avanti fino al 1939, quando la vicenda si concluse con la battaglia di Khalkhin Gol. L’esito dello scontro fu a favore dell’URSS, cosa che permise in seguito ai sovietici di non temere più aggressioni sul fronte orientale, concentrandosi su quello occidentale.
Dopo l’introduzione storica possiamo ritornare al diciottenne Yang, che partecipò alla battaglia di Khalkhin Gol. Durante lo scontro fu catturato dai soldati dell’Armata Rossa. I sovietici lo inviarono in un campo di lavoro dove rimase fino al 1942. In quell’anno i sovietici, impegnati a respingere l’invasione nazista, avevano urgente bisogno di soldati. Fu così che iniziarono ad arruolare anche i prigionieri nelle proprie forze armate. Yang si ritrovò così a combattere per difendere l’Unione Sovietica dall’aggressione della Germania. Insieme all’Armata Rossa raggiunse l’Ucraina, dove combatté nella terza battaglia di Kharkov, ultima grande vittoria tedesca della Seconda Guerra Mondiale. Anche questa volta fu catturato dai nemici che non persero tempo ad arruolarlo nelle proprie forze armate. Yang cambiò divisa per la terza volta, finendo in uno degli Ost-Batallion, contingenti formati da prigionieri di guerra dell’Armata Rossa e volontari provenienti dall’URSS.
Arriviamo al 6 giugno 1944, il D-Day. Yang, con addosso la divisa della Wehrmacht, è incaricato di difendere la costa francese dall’attacco degli Alleati. Come andò a finire lo scontro lo conoscete tutti, forse però non sapete che il povero Yang fu catturato per la terza e ultima volta dai paracadutisti americani e scambiato per un giapponese che combatteva per i tedeschi. Per Yang la guerra era finita. Dopo l’immancabile periodo di prigionia, trascorso in Inghilterra, emigrò negli Stati Uniti. Ha vissuto in terra americana, voglio sperare serenamente, fino al 1992, anno in cui è deceduto.
Questa è la storia di Yang Kyoungjong, un uomo che ha servito, seppur a malincuore, in tre grandi eserciti riuscendo a non farsi ammazzare.

Alessandro Cirillo

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