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Le marocchinate

Marocchinate, un termine che probabilmente a molte persone non dirà niente, soprattutto tra i giovani. Invece ci sono persone, oggi ormai anziane, che le marocchinate se le ricordano ancora bene.
“La storia viene scritta dai vincitori”, il detto è sempre valido e lo dimostra il fatto che i protagonisti di queste vicende sono soldati che combattevano sotto la bandiera della Francia, tra i vincitori al termine della Seconda guerra mondiale. Forse è anche per questo motivo nelle scuole si tende a omettere questi fatti, accaduti nella cara Italia. Io stesso ricordo di averli appresi dopo il diploma, leggendo libri. Dunque, cosa sono queste marocchinate?
Andiamo indietro nel tempo al luglio del 1943, dopo lo sbarco degli alleati in Sicilia. Anche i francesi inviarono un corpo di spedizione composto in gran parte da soldati di origine nordafricana. Tra loro c’erano migliaia di goumier, truppe marocchine di etnia berbera, particolarmente adatte al combattimento in montagna. Questi soldati non erano organizzati come l’esercito regolare francese ma divisi in goums, gruppi da settanta uomini spesso con legami di parentela tra di loro. Una delle caratteristiche dei goumier era la capacità di operare raid notturni volti a sorprendere il nemico.
In Italia questi soldati non sono però ricordati per le loro imprese militari bensì per i crimini commessi contro la popolazione. Già dal loro sbarco in Sicilia lasciarono una scia di stupri, rapine e violenze che toccarono il loro apice quando giunsero nel Lazio, nel maggio del 1944. Si parla di migliaia di stupri subiti da donne, uomini e bambini. In tutto questo sembrerebbe che gli ufficiali francesi avessero chiuso un occhio se non addirittura avvallato questi comportamenti, concedendo alle truppe marocchine il diritto di preda. Ancora oggi si parla di un misterioso volantino distribuito ai goumier dal generale Juin alla vigilia di un’operazione sui monti Aurunci. Il volantino avrebbe promesso cinquanta ore di libertà assoluta in caso di esito positivo della battaglia. I goumier attraversarono gli impervi monti e aggirarono i tedeschi permettendo ai britannici di sfondare la linea Gustav. L’esistenza del volantino non è mai stata confermata ma le violenze sono un dato di fatto.
Per dare un idea dell’entità delle violenze si può citare una dichiarazione dell’allora sindaco di Esperia, comune montano in provincia di Frosinone. Il sindaco parlò di 700 donne stuprate su 2500 abitanti. Anche il parroco di Esperia non fu risparmiato. Dopo aver tentato di salvare alcune donne da una violenza fu catturato e sodomizzato dai soldati marocchini. Morì dopo due giorni di agonia. Le violenze continuarono con il procedere della campagna militare arrivando fino in Toscana. La fine dell’orrore arrivò quando i goumier furono ritirati dalla Penisola italiana.
Lo Stato francese processò 360 persone per le violenze ai danni della popolazione, risarcendo diverse famiglie con il pagamento di indennizzi. Tuttavia tanti soldati marocchini rimasero impuniti per i loro crimini mentre molte famiglie non ricevettero giustizia.
Nel 1960 Vittorio De Sica diresse l’attrice Sofia Loren nel film “La ciociara”. In una delle scene la protagonista e la figlia tredicenne subiscono uno stupro da parte di un gruppo di soldati marocchini.
Nel 2011 il presidente dell’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate ha affermato che sono stati documentati circa 20000 stupri di donne da parte dei goumier. Ha poi continuato dicendo che un certo numero di donne, come spesso accade ancora oggi, per pudore o vergogna non denunciò mai le violenze. Questo ha fatto stimare il totale degli stupri intorno al numero di 60000.
Concludo con una nota personale rivolta ai ragazzi delle scuole. La storia non è fatta solo di date da imparare a memoria, come spesso viene propinata da certi insegnanti. Studiare il passato serve a evitare errori futuri, quindi visto che non vi viene insegnato a scuola documentatevi da soli.

Alessandro Cirillo

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