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Artiglieria Contraerei

Pubblicato sulla rivista Combat Arms Magazine numero 3 del 2016 ARTIGLIERIA CONTRAEREI La mattina era trascorsa tranquilla. Il sole primaverile irradiava la montagna con i suoi tiepidi raggi. Attraverso le scure lenti dei suoi occhiali, il sergente osservò due piccoli uccelli impegnati a rincorrersi cinguettando con allegria. L’aria profumava di fiori. La quiete idilliaca fu interrotta da un rumore in lontananza. Il sergente tolse gli occhiali e afferrò il suo binocolo. Scrutò il cielo per qualche istante individuando la minaccia proveniente a sud ovest della sua posizione. Era un elicottero nemico in rapido avvicinamento. Riusciva a scorgere i piloni laterali carichi di missili. Bisognava abbatterlo. Ordinò al caporale di preparare il suo lanciatore FMI-92 Stinger. L’operatore inquadrò il bersaglio, distante 3000 m. Il sistema d’identificazione lo classificò come nemico confermando l’analisi del sergente. Dopo essersi concesso un lungo respiro, il caporale fece fuoco. Il motore secondario spinse il missile a distanza di sicurezza. Subito dopo si attivò il propulsore principale. Il missile prese velocità e si diresse verso il bersaglio. La testata del missile impattò contro la fusoliera dell’elicottero facendolo esplodere in una palla di fuoco. Pezzi di metallo rovente iniziarono la loro discesa verso il suolo. Il sergente tornò ad indossare gli occhiali da sole. Per il momento poteva tornare a rilassarsi.

Artiglieria Terrestre

Pubblicato sulla rivista Combat Arms Magazine numero 2 del 2016. Il tenente ripose il binocolo in una tasca del gilet tattico. Quello che aveva visto non lo rassicurava per niente. L’obbiettivo da assaltare era un piccolo villaggio abbandonato durante la guerra. Il nemico lo aveva occupato creando una piccola base. Il perimetro era costellato da diverse postazioni rinforzate e dotate di mitragliatrici pesanti che coprivano l’area a 360°. Avrebbero fatto una strage tra i suoi uomini. Era necessario ammorbidire le difese prima dell’attacco. Per fortuna a circa venti chilometri di distanza era presente una batteria di obici semoventi PzH 2000. Quella era la potenza di fuoco che gli serviva.

Essere un capotreno

Per lavorare a contatto con le persone bisogna essere dotati di una grande pazienza. Non fa eccezione l’attività che svolgo per guadagnarmi da vivere, ovvero il capotreno. Fino a una ventina di anni fa era una figura rispettata più o meno da tutti, ma con il passare del tempo ha assunto sempre di più il ruolo di bersaglio con cui prendersela in caso di disservizi. Questo è uno dei segni di una società che cambia, purtroppo spesso in peggio. Come ricorda un annuncio diffuso sui treni regionali, il capotreno è un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni. Come gli altri miei colleghi ho fatto un giuramento davanti a un altro pubblico ufficiale posando una mano sulla costituzione.

Lapalisse

Lapalissiano. Che cosa vorrà mai dire questa strana parola? Sarà forse un abitante di un misterioso pianeta? Oppure il nome di un nuovo cocktail? Ovviamente no e sono sicuro che la maggior parte delle persone sa che cosa significa, anche se nel linguaggio di tutti i giorni il termine non viene molto utilizzato. Per chi non lo sapesse l’aggettivo lapalissiano si usa per definire qualcosa di ovvio, evidente. Ma qual è la storia di questa parola?

La guerra più breve

La sua durata la fa classificare come la guerra più breve della storia di cui si abbia documentazione. Circa quaranta minuti di combattimenti prima di decretare la fine delle ostilità (meno della metà di una partita di calcio). Dove si sarà mai combattuta questa rapidissima guerra?

Le marocchinate

Marocchinate, un termine che probabilmente a molte persone non dirà niente, soprattutto tra i giovani. Invece ci sono persone, oggi ormai anziane, che le marocchinate se le ricordano ancora bene. “La storia viene scritta dai vincitori”, il detto è sempre valido e lo dimostra il fatto che i protagonisti di queste vicende sono soldati che combattevano sotto la bandiera della Francia, tra i vincitori al termine della Seconda guerra mondiale. Forse è anche per questo motivo nelle scuole si tende a omettere questi fatti, accaduti nella cara Italia. Io stesso ricordo di averli appresi dopo il diploma, leggendo libri. Dunque, cosa sono queste marocchinate?

Il soldato di tre eserciti

Anche in mezzo alla crudeltà di una guerra si possono trovare delle vicende curiose che terminano con un lieto fine. Questo è proprio il caso della storia che sto per raccontare. Il protagonista è un coreano nato nel 1920 dal nome per noi quasi impronunciabile, Yang Kyoungjong.

Isole Aleutine

Gli Stati Uniti d’America sono senza discussione la potenza più grande al mondo. In tutto il ventesimo secolo e anche dall’inizio del ventunesimo si sono impegnati in decine di guerre, andando anche a occupare nazioni straniere come Vietnam, Afghanistan e Iraq. Ma in questo arco di tempo il territorio degli USA è mai stato invaso da eserciti stranieri? Nell’immaginario di molta gente, questa ipotesi è avvenuta solo nel film “Alba Rossa”, dove gli Stati Uniti venivano invasi a sorpresa dai sovietici.

Armi strane

L’uomo è dotato di una fervida immaginazione, anche quando si tratta di armi. La storia è ricca di esempi, come le invenzioni di Archimede o quelle di Leonardo da Vinci. Spesso le nuovi armi hanno cambiato il modo di combattere degli eserciti, creando delle svolte epocali. Per dare un idea possiamo citare il carro armato che ha rivoluzionato i campi di battaglia a partire dalla Prima guerra mondiale. In alcuni casi la fantasia degli inventori è spinta al limite della bizzarria, con il risultato di creare armi decisamente inutili.

Il primo attacco di un sommergibile

La Prima guerra mondiale, per le tattiche e gli armamenti messi in campo, ha segnato il punto d’inizio dei conflitti moderni. Tra le tattiche si possono ricordare i bombardamenti indiscriminati sui civili messi in pratica dai tedeschi sulle città della Gran Bretagna utilizzando i dirigibili Zeppelin. I teutonici, ancora loro, si distinsero anche per l’uso di proiettili al gas contro le truppe alleate (che ricambiarono presto il favore). Come sicuramente saprete i bombardamenti e gli attacchi chimici sono ancora tutt’oggi una triste realtà.