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Aviazione Navale

Pubblicato sulla rivista Combat Arms Magazine numero 3 del 2017 Dal ponte di volo della portaerei Cavour si poteva godere il meraviglioso spettacolo che offriva l’immensa distesa azzurra del mare. L’aria carica di salsedine si insinuava nelle narici di tutti gli uomini e le donne presenti. In lontananza si scorgevano le navi di scorta che procedevano tranquille a protezione della portaerei. All’improvviso, un puntino comparve nel cielo sgombro da nuvole. Si fece sempre più grande fino ad assumere i contorni di un aereo. Il caccia rallentò fino a fermarsi ad una decina di metri sopra la nave. Poco dopo, iniziò una lenta discesa che si concluse soltanto quando il carrello toccò il ponte di volo con la delicatezza di un’ape che si posa su un fiore. Appontaggio perfetto. Il comandante della nave approvò la manovra con un leggero cenno del capo. Anche se aveva visto decine e decine di appontaggi, si sentiva sempre orgoglioso della preparazione dei suoi marinai. Il sole stava per tramontare, per quel giorno le attività di volo erano finite ma l’indomani i suoi aerei sarebbero tornati in aria. La Storia Non tutti sanno che l’Aviazione Navale della Marina Militare è un reparto che vanta una storia centenaria, che precede anche la creazione ufficiale dell’Aeronautica Militare. Il ventesimo secolo era appena iniziato e gli aerei stavano spiccando i loro primi voli. Tuttavia, nel mondo militare c’era già chi aveva compreso le svariate applicazioni a cui si potevano prestare. Ne è un esempio il Tenente di Vascello Mario […]

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San Giusto

Pubblicato sulla rivista Combat Arms Magazine numero 6 del 2015. Il pesante portellone iniziò ad abbassarsi accompagnato da una serie di cigolii metallici. L’acqua scura e fredda si insinuò scrosciando all’interno del bacino allagabile della nave. In pochi attimi sollevò la chiglia dei cinque barchini d’assalto. A bordo di ogni imbarcazione c’erano otto uomini in completo assetto da combattimento. Il comandante della squadra alzò un braccio. Uno dopo l’altro i barchini uscirono fuori dal ventre delle nave ritrovandosi a a solcare il mare tranquillo. Con il visore notturno calato sugli occhi, uno degli assaltatori guardò il cielo nero. La luna era nascosta da una folta coltre di nuvole. I piloti dei natanti procedettero veloci verso il punto designato dalle squadre di esploratori. Attraverso la luce verdognola del visore, la spiaggia si avvicinava sempre di più. Cento metri, cinquanta, dieci. I barchini uscirono dall’acqua arenandosi sulla sabbia. Appena furono fermi tutti gli assaltatori della Brigata Marina San Marco saltarono a terra. C’era parecchio lavoro da fare. Il nemico andava sopraffatto rapidamente in modo da creare una solida testa di ponte. A bordo della nave San Giusto c’erano ancora centinaia di fucilieri pronti ad entrare in azione. Lo sbarco era iniziato.

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Virginio Fasan

Pubblicato sulla rivista Combat Arms Magazine numero 4 del 2015. La fregata procedeva ad una velocità di quindici nodi sotto un cielo sgombro da nuvole. Il sole si specchiava sul mare leggermente mosso, le cui onde si infrangevano contro la prua della nave. All’improvviso l’allarme generale suscitò le attenzioni di tutti gli uomini dell’equipaggio. “Velivolo sconosciuto in avvicinamento. Tutti ai posti di combattimento.” La voce del comandante risuonò all’interno dei locali della nave, i marinai sapevano cosa fare. Raggiunsero veloci le loro postazioni. All’interno della Centrale Operativa di Combattimento tutti erano con il fiato sospeso, il velivolo era stato classificato come nemico. Se non avesse cambiato direzione entro breve sarebbe stato necessario abbatterlo. I secondi passavano senza che il velivolo accennasse a ritirarsi, ormai non c’era più tempo per aspettare. “Abbattere l’obbiettivo” ordinò il comandante sistemandosi la visiera del berretto. Il portello di una delle sedici celle del lanciatore verticale si aprì. Un missile antiaereo Aster 30 si alzò in volo sibilando e lasciandosi dietro una scia di fumo. Disegnò una traiettoria nel cielo limpido riducendo rapidamente la distanza dal suo obbiettivo. Ancora pochi secondi e il velivolo nemico esplose in una palla di fuoco. “Ottimo lavoro” sentenziò il comandante. La sua nave, la fregata FREMM Virginio Fasan, poteva continuare tranquilla la navigazione.

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