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Una giornata con i Lagunari

Pubblicato sulla rivista Combat Arms Magazine numero 1 del 2017

Per una persona appassionata di questioni militari assistere da vicino ad un’esercitazione è un enorme privilegio. Quando poi, l’attività riguarda una specialità come lo sbarco anfibio la soddisfazione raddoppia.
In questo articolo voglio condividere con i lettori la mia giornata passata con i Lagunari, unico reparto con capacità anfibie in organico all’Esercito Italiano (già trattati nel numero 5 della rivista di quest’anno).
In un’insolitamente calda giornata di inizio ottobre varco i cancelli della caserma “Edmondo Matter” di Mestre. L’edificio è stato costruito durante la Seconda guerra mondiale. La caserma è sede del Comando, della Compagnia Comando e Supporto Logistico e della Compagnia Supporto alla Manovra del Reggimento Lagunari “Serenissima”. È intitolata al Capitano del Regio Esercito Edmondo Matter, che si distinse durante la Prima guerra mondiale. L’Ufficiale fu ferito a morte il 16 settembre del 1916, in occasione della Settima battaglia dell’Isonzo mentre stava combattendo per conquistare Opacchiasella. Nonostante le gravi ferite subite, continuò ad incitare i suoi uomini fino a quando fu trasportato presso l’ospedale da campo dove trovò la morte. Il fatto d’arme gli valse la Medaglia d’Oro al Valore Militare.
Una volta dentro la caserma, incontro il Capitano Massaria, con cui passerò l’intera giornata. È una persona professionale e molto cordiale che da subito mi fa sentire a mio agio.
Sono arrivato giusto in tempo per assistere alla cerimonia dell’alzabandiera, svolta alla presenza del Comandante Colonnello Massimiliano Stecca. L’Inno di Mameli si propaga per le vie della caserma mentre il Tricolore viene alzato. Nell’occasione, si saluta un compagno che lascerà il reparto per approdare al 9° Reggimento d’Assalto Paracadutisti “Col Moschin”. Considerato l’esiguo numero di uomini che supera le durissime selezioni, è senza dubbio un’ulteriore prova della preparazione dei Lagunari.
Dopo la cerimonia dell’alzabandiera siamo pronti a partire. Con un’automobile di servizio raggiungiamo il porto di Venezia dove ad attenderci c’è un barchino. Non ci sono sedili quindi ci si arrangia come si può ma non è certo per stare comodo che sono venuto fino a qua.
Il barchino sfreccia sul mare calmo e grazie alla bella giornata posso godermi lo splendido paesaggio che offre Venezia con il vento che mi fila tra i capelli.
Approdiamo all’isola delle Vignole, sede della CSTA (Compagnia Supporti Tattici Anfibi) e dei RECON, gli Esploratori Anfibi. Gli uomini si stanno preparando all’esercitazione mentre i mezzi vengono approntati. Noto diversi carri anfibi AAV7, di cui uno nella versione recupero. Ho anche l’opportunità di vedere un veicolo che potrebbe entrare in linea nel Reggimento in un futuro prossimo. Si tratta del SUPERAV ACV 1.1 che oggi affiancherà gli AAV7. Da qualche giorno il blindato progettato dalla IVECO si trova a Venezia per eseguire alcuni test, tra cui delle prove di sbarco anfibio. Dopo un ultimo briefing, risaliamo sul barchino e partiamo per la spiaggia di Punta Sabbioni, località Cavallino Treporti. Gli uomini salgono a bordo di tre AAV7 che si lanciano in mare, preceduti dal SUPERAV pilotato dai tecnici della IVECO. Un’imbarcazione di appoggio si posiziona in testa al convoglio. La colonna inizia a muovere lungo il canale di uscita e noi ci accodiamo con il barchino. Il passaggio davanti al forte di Sant’Andrea è davvero suggestivo. Lungo la base delle mura corrono una serie di ampie nicchie che un tempo ospitavano dei cannoni. La posizione così bassa permetteva di colpire le navi nemiche sotto la linea di galleggiamento causandone l’affondamento. Il forte di Sant’Andrea sorge sull’omonima isola che è collegata alle Vignole tramite due ponti. I Lagunari sono presenti sull’isola dal 1975, anno in cui si insediò il Battaglione Anfibio “Sile”, oggi CSTA.
Il convoglio supera Sant’Andrea e prosegue fino alla tanto chiacchierata opera pubblica chiamata MOSE. L’argomento può dividere e creare opinioni differenti ma credo che si possa essere d’accordo sul fatto che la struttura è piuttosto brutta, soprattutto se confrontata con lo splendido paesaggio che la circonda.
Prima di raggiungere la spiaggia dove avverrà l’esercitazione c’è tempo per provare una procedura d’emergenza che riguarda i veicoli. Uno degli AAV7 simula di avere un problema con gli idrogetti, apparati che regolano la direzione quando i mezzi si trovano in acqua. Il capocarro richiede il soccorso e avvisa che sarà necessario effettuare un trasbordo. Uno dei mezzi si avvicina a quello che necessita di assistenza. Dopo che i due AAV7 sono affiancati iniziano le operazioni di trasbordo. I soldati del mezzo soccorso escono uno per volta utilizzando il portellone disposto sul tetto del blindato. Quando tutti i soldati hanno completato il trasbordo, l’AAV7 “guasto” viene agganciato al secondo blindato tramite un cavo. Verrà trainato per raggiungere il punto più idoneo alla “riparazione”, in questo caso la spiaggia di Punta Sabbioni. Le operazioni si svolgono in modo ordinato e professionale, tant’è che in breve tempo il problema viene superato. Questa è una dimostrazione di come il personale sia in grado di adattarsi alle varie situazioni che possono crearsi durante un’attività.
La colonna di veicoli riprende a muovere verso l’area designata per l’esercitazione. Superato il MOSE, la spiaggia di Punta Sabbioni rimane sulla nostra sinistra. I mezzi proseguono verso il bagnasciuga mentre il nostro barchino approda sul molo. Siamo a ottobre ma la temperatura mite ha incoraggiato qualcuno a passare la giornata in spiaggia. C’è anche chi fa il bagno nonostante l’acqua sia piuttosto fresca.
A piedi raggiungiamo i mezzi in sosta sulla spiaggia, con i soldati delle squadre d’assalto radunati intorno. Ne approfittano per riposarsi e mangiare qualcosa mentre gli Ufficiali organizzano l’area per lo sbarco. Sono tutti reduci da un’intensa esercitazione notturna. Sui loro volti si vede la stanchezza ma al tempo stesso la determinazione a non mollare. Tra di loro ci sono anche alcune donne che hanno superato la selezione e il duro corso di addestramento al pari dei colleghi maschi.
Quando tutto è pronto, i soldati si imbarcano di nuovo sui tre AAV7 mentre il SUPERAV rimane con i soli tecnici dell’IVECO. I mezzi si dirigono a largo in modo da poter dare il via all’esercitazione.
Di norma, i primi a mettere piede sul luogo designato per lo sbarco sono gli esploratori. Due RECON si avvicinano alla costa dal mare. Utilizzano degli autorespiratori a ciclo chiuso che grazie al riciclo dell’aria permettono di nuotare sott’acqua senza che vengano prodotte delle bolle d’aria. Dalla superficie del mare è impossibile individuarli. I RECON emergono silenziosi dall’acqua imbracciando dei Beretta ARX-160 riverniciati con una tintura mimetica. Il loro compito è di verificare la presenza di difese nell’area ed eventualmente eliminare ogni minaccia. Inoltre devono individuare la zona migliore per lo sbarco. Quando il sito è giudicato sicuro possono partire le forze d’assalto.
Si parte simulando l’uscita da una nave da sbarco anfibio (LPD). La Marina Militare ne ha in servizio tre: San Marco, San Giorgio e San Giusto. I mezzi girano in tondo per qualche minuto. La procedura serve ad attendere che tutti i veicoli escano dalla nave.
Viene dato l’ordine di avanzare verso la spiaggia. Gli AAV7 si affiancano e iniziano a stendere una cortina fumogena biancastra che serve a limitare la visibilità ad eventuali truppe nemiche posizionate sul luogo dello sbarco. In poco tempo i cingoli calpestano la sabbia del bagnasciuga. Poco dopo anche le otto ruote del SUPERAV escono dall’acqua. I mezzi si arrestano e i portelloni posteriori vengono aperti. Le squadre d’assalto prendono terra e si dispongono sulla spiaggia in posizione sdraiata. A turno alcuni operatori si alzano e avanzano di qualche metro mentre i compagni forniscono copertura. Si continua così fino a quando la spiaggia è sotto controllo. L’attività finisce in quel momento tuttavia, durante un’operazione, i Lagunari sono addestrati a proseguire verso l’entroterra come una normale forza di fanteria.
Il tempo è volato via in fretta e si è già fatto pomeriggio. È ora di ritornare alla caserma “Matter”. La giornata è stata decisamente interessante ed istruttiva. Mi congedo dal Capitano Massaria che ringrazio per la cordiale disponibilità dimostrata. L’augurio è quello di poter un giorno tornare a seguire altre attività del Reggimento. Per questa visita ringrazio anche lo SME e l’ALTA (Associazione Lagunari Truppe Anfibie) in particolare nella figura del suo Presidente nazionale, il Generale Luigi Chiapperini.

BOX 1 ALTA

Parlando di Lagunari mi sento in dovere di spendere qualche parola per l’ALTA. Ogni specialità dell’Esercito ha creato le proprie associazioni per raggruppare ex commilitoni e per mantenere vive le tradizioni dei vari reparti. Anche i Lagunari non fanno eccezione. In principio furono create tre associazioni diverse tra cui appunto l’ALTA nel 1983. Le prime due associazioni confluirono nell’ALTA mentre, nel 1995, ne fu creata una nuova che raggruppava gli ex appartenenti al Battaglione Carri. Anche quest’ultima associazione si integrò con l’ALTA nel 2003.
L’ALTA si compone di una serie di sezioni sparse per l’Italia. Alcune di esse hanno la peculiarità di incorporare un distaccamento di Protezione Civile. Periodicamente i distaccamenti svolgono delle sessioni addestrative, anche insieme ai Lagunari. Considerato l’addestramento anfibio ricevuto dai soci dell’ALTA, i distaccamenti sono particolarmente indicati a operare in caso di calamità come alluvioni.
Per ulteriori informazioni: www.associazionelagunari.it

BOX 2 IVECO SUPERAV ACV 1.1

Nel futuro prossimo il parco mezzi del Reggimento Lagunari “Serenissima” potrebbe arricchirsi con un nuovo mezzo. Si tratta del SUPERAV ACV 1.1. Prodotto dal consorzio IVECO – OTO MELARA, è basato sullo scafo del VBM FRECCIA anche se risulta più rialzato per migliorare le capacità acquatiche. Al contrario degli AAV7, attualmente in dotazione, si muove su 8 ruote anziché cingoli. Tra le varie versioni realizzabili possiamo distinguere quella prive di torretta (Standard) e quella con torretta remotizzata HITFIST OWS della OTO MELARA. Il cannone installabile è un ATK MK44 Bushmaster da 25 o 30 mm. L’armamento può essere integrato con una mitragliatrice coassiale da 7,62, due lanciatori per fumogeni da 3 tubi ciascuno e due missili anticarro Rafeal Spike di produzione israeliana. L’equipaggio di tre uomini è composto da pilota, cannoniere e capocarro mentre possono essere trasportati 10 uomini in assetto da combattimento. Il motore è un IVECO Cursor 16 Turbocharged Inter Cooler che su strada può spingere il mezzo fino a 100 Km/h. Il movimento in acqua è affidato a due eliche a quattro pale che possono fargli raggiungere la velocità di 5 nodi con mare forza 3. Come il “cugino” VBM FRECCIA, la forma a “V” permette di deflettere l’energia prodotta dalla detonazione di ordigni come le mine.
Oltre ai Lagunari, anche il Reggimento San Marco della Marina Militare è interessato SUPERAV. Allestero si segnalano i Marines statunitensi che hanno acquistato 16 mezzi da testare nei prossimi mesi. Per il Brasile è invece stata realizzata una speciale versione dotata di 6 ruote denominata VBTP Guarani.

Alessandro Cirillo

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